ONERI e TASSE a CARICO del VENDITORE

Nel momento in cui decidiamo di alienare il nostro immobile dobbiamo tenere in considerazione che siamo tenuti, in alcune situazioni, a pagare le tasse, quindi non tutti gli oneri sono a carico della parte acquirente

Le imposte di cui stiamo parlando si dividono tra dirette e indirette.

Se vendiamo un immobile ad un prezzo maggiore rispetto all’acquisto, compravenduto meno di 5 anni prima, siamo obbligati a liquidare un percentuale sulla plusvalenza , ovvero la differenza di ricavo tra acquisto e vendita

Le tasse possono essere pagate in due modalità diverse

  • In sede di denunzia di redditi (ed allora si applicherà a quella plusvalenza di 100 l’aliquota IRPEF che di volta in volta si applica a quel singolo contribuente a seconda della sua fascia di reddito)
  • Nelle mani del notaio avvalendosi di un meccanismo assimilabile a quello di una cedolare secca: cioè versando al Notaio (che fa da tramite con l’Erario dello Stato) una percentuale forfettaria del 26%  per chiudere i conti col Fisco (il che conviene a chi sa di avere una aliquota Irpef normalmente più elevata)

E’ possibile trovarsi nella situazione in cui si è esenti al pagamento dell’ Irpef  sulla differenza di prezzo e nello specifico :

  • in caso di rivendita di un bene proveniente da successione
  • in caso di rivendita di una casa nella quale ha abitato per più della metà del tempo (se rivendo dopo 3 anni dall’acquisto devo averci abitato per almeno 1 anno e 6 mesi + 1 giorno). Per dimostrarlo basta il certificato di residenza, o nel caso di domicilio, anche le bollette delle utenze.
  • in caso di rivendita di una casa proveniente da donazione non paga le imposte sulla plusvalenza solo se sono passati più di 5 anni dalla data di acquisto da parte del donante

Per quanto riguarda le imposte indirette le cose cambiano in caso il bene sia stato acquistato come “prima casa” e in questo caso aver beneficiato delle agevolazioni fiscali oppure come “seconda casa”

Se l’acquisto è stato fatto, come prima casa,  in funzione delle esigenze di soddisfare un bisogno primario e rivenduta prima dei 5 anni si è tenuti alla “restituzione” del risparmio pari al 7% sul valore catastale se registro o 6% sul prezzo se IVA ed in aggiunta il 30% a titolo di sanzione oltre interessi di mora.

Nel caso in cui si rivenda il bene prima dei 5 anni generando plusvalenza è possibile dimostrare, acquistando un’altra prima casa in cui si dovrà portare la residenza, di aver diritto a non vedersi decadere le agevolazioni, da precisare che l’acquisto deve essere perfezionato entro 1 anno.

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