Un argomento di discussione che molto spesso capita a termine della locazione è l’obbligo o meno del Conduttore di lasciare l’immobile con la “tinteggiatura a nuovo”. Questo anche perché molto spesso definito nel contratto locativo: “Il Conduttore dichiara di avere visitato l’immobile locato, di averlo trovato in buono stato di conservazione e manutenzione, con elettrodomestici ed impianti tecnologici perfettamente funzionanti, tinteggiato a nuovo, con l’obbligo di riconsegnarlo tale a fine contratto.” Vero è che il Conduttore, pur di prendere in locazione un immobile che gli piace, è disposto a firmare tale condizione, vedendo il momento del rilascio molto lontano e quindi non se ne preoccupa affatto.

La Giurisprudenza, proprio a causa dei numerosi contenzioni che ne conseguono, ha elaborato diversi ipotesi di interpretazione.

Di certo c’è che imporre la tinteggiatura a fine locazione sia riconducibile ad una “Clausola Vessatoria” e come tale sia nulla, anche se sottoscritta nel contratto locativo. Il principio alla base di tale approccio è riconducibile ad un ingiustificato arricchimento del Locatore, che a fronte di mettere a disposizione il suo immobile, percepisce un canone locativo, il rimborso e/o il pagamento da parte del Conduttore delle spese accessorie, quali condominiali/utenze varie ed un eventuale rimborso di danni cagionati e/o il ripristino. Quindi, la tinteggiatura a nuovo alla riconsegna, sarebbe considerata un “Normale Deperimento d’Uso Locativo”.

Bisogna anche porre in essere il “Buon Senso” e capire i vari casi che potrebbero verificarsi. Ad esempio, evidenti macchie di colore o alimenti sul muro, artistici e fantasiosi dipinti dei figli sulle pareti della cameretta non possono essere ricondotti a normale deperimento ma al risarcimento e/o ripristino di un danno cagionato. Ed anche vedere a confronto diversi ambienti, ripristinati nella tinteggiatura ed altri no rappresentano un danno a carico del Conduttore. Al contrario, una locazione che s’è protratta per 4-8 anni, è normale che il colore si ingiallisca o annerisca sopra elementi radianti, e quindi sia un normale deperimento dovuto all’uso, all’abitare nell’immobile e non a carico del Conduttore.

E’ fondamentale redigere, anche solo con la sottoscrizione di foto dello stato di fatto, un verbale, sia alla presa in consegna che al rilascio dell’immobile, per ben palesare lo stato oggettivo.

Per quanto riguarda la tutela dell’immobile da parte del Locatore, è indispensabile, qualora si voglia far sottoscrivere delle “Clausole Vessatorie”, come quella della tinteggiatura a nuovo, che queste rispettino un consolidata forma scritta ben precisa, per renderle valide ed efficaci. E’ dovuta, come prescritto dall’Art. 1341 del Codice Civile, la “Doppia Sottoscrizione”, cioè una specifica accettazione di tale clausola  successiva alla firma del contratto. Infine, che non vi sia un palese sbilanciamento tra le parti, ovvero che il Locatore lo consegni allo stato di fatto, non tinteggiato a nuovo, e che al Conduttore venga imposta la tinteggiatura a nuovo al rilascio. Ciò sarebbe riconducibile senza dubbi ad un illecito arricchimento del Locatore.

Quindi, per evitare disagi nel rilascio di un immobile, è buona abitudine impostare fin da subito un rapporto civile tra le parti. Si può decidere di non pretendere, come Conduttore, la tinteggiatura a nuovo, cosicché al rilascio sia già palese l’esclusione del ritinteggio, senza l’accollo di un onere che, in maniera indicativa, può costare da € 5,00/MQ (ad esempio, per un miniappartamento di 50 MQ, il costo può arrivare a € 650 circa, oltre oneri di pulizia successiva).

Partire con il piede giusto anche in un contratto di locazione è un approccio corretto!

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